L’ARCHITETTURA DELL’EXPO DI DUBAI IN CORSO DI REALIZZAZIONE

In occasione dell’annuncio delle nuove date dell’Expo di Dubai (1° ottobre 2021 - 31 marzo 2022), verifichiamo lo stato di avanzamento dei lavori in cantiere.  A sud di Dubai, troviamo molti dei distretti, dei padiglioni e dei portali d’ingresso dell’Expo che sorgono nel cuore del deserto. I portali d’ingresso di Asif Khan sono stati recentemente terminati, lo spazio comune è quasi completo e il suggestivo piazzale centrale, Al Wasl Dome, è a un buon punto della sua realizzazione. Contrariamente alla sua apparenza effimera, l’Expo di Dubai è destinato a durare nel tempo. Con una superficie di 4,38 km2, Expo 2020 rappresenta un quartiere completamente nuovo della città. Partendo da una piazza centrale e una proiezione a 360 gradi situata proprio nel suo cuore, il progetto si sviluppa in tre quartieri che assumono la forma di un petalo. Questi tre distretti tematici ospiteranno i 192 padiglioni nazionali in cui ciascun paese illustrerà le sue più recenti innovazioni.  Molti degli architetti e dei designer che hanno realizzato opere per il sito, oltre ad anticipare il futuro, si sono lasciati ispirare dalla cultura degli Emirati Arabi Uniti. L’architetto Asif Khan ha sottolineato che questa è il primissimo Expo della regione mediorientale e che il mondo ha tanto da imparare dall’architettura tradizionale applicata al clima desertico, così come dalla sua recente innovazione.  Gli ampi portali d’ingresso di Khan sono ispirati direttamente all’architettura locale. Il design è ispirato alla tradizionale griglia Mashrabiya, un sistema di ombreggiatura a traliccio comunemente utilizzata nell’architettura della regione. La forma rispecchia la tipica sequenza di porte e cortili che si trova in molti edifici. Una volta varcato il portale d’ingresso, i visitatori saranno accolti in un edificio ellittico per poi successivamente muoversi lungo uno dei percorsi che accompagnano il visitatore a velocità diverse attraverso il sito. Lo spazio comune e le aree in cui i visitatori possono riunirsi, tra cui una serie di panchine, sono ispirate alla scrittura araba. I visitatori si troveranno ben presto in una delle tre zone a forma di petalo denominate Opportunità, Mobilità e Sostenibilità. Le tre aree includono i 192 padiglioni che si intrecciano tra le aree dei cortili e le strade ombreggiate ispirate allo storico quartiere Al Fahidi di Dubai. Una struttura che emerge sulle altre, ombreggia le principali arterie dei quartieri, raccoglie l’acqua per l’irrigazione e si illumina durante le serate. Al centro di ogni quartiere si trova un padiglione con uno specifico tema: il Padiglione della Mobilità, il Padiglione delle Opportunità e il Padiglione della Sostenibilità. Molti dei padiglioni nazionali attualmente in costruzione utilizzano materiali innovativi, tecnologici ed ecosostenibili, in modi assolutamente inediti.  Al centro del progetto, è stata realizzata la struttura centrale di Al Wasl Plaza. Questo luogo d’incontro dell’Expo, che ospiterà fino a 10.000 visitatori, ha l’obiettivo di creare un gradevole microclima grazie all’architettura e alla cura paesaggistica. La piazza è delimitata dalla cupola di Al Wasl, larga 130 m e alta 67,5 m, che fungerà da superficie per una proiezione a 360 gradi. Il nome “Al Wasl” fa riferimento al nome storico di Dubai, che vuol dire “connessione”, si trattava, infatti, di uno snodo globale in cui le persone si riunivano per mettersi in comunicazione. Dunque, sebbene l’Expo di Dubai sia stato costretto a rimandare i suoi eventi ed incontri al 2021, è probabile che il prossimo anno la “connessione” sarà ancora più significativa. Riunire l’umanità in un unico luogo per celebrare tutto ciò che ci unisce sarà più che mai necessario una volta che questa pandemia sarà passata.