Expo 2020 e il piano per il verde

Il deserto di Dubai si trasformerà in un’oasi verde. Per rendere sostenibile l’irrigazione si è deciso di adottare la strategia del riciclo dell’acqua, sfruttando acque reflue, l’acqua prodotta dagli impianti di condizionamento dell’aria, acque di scarico e flussi di acqua stagionali. Le aree all’aperto destinate ad ospitare i visitatori saranno abbellite da piante, annaffiate con sofisticati sistemi di irrigazione automatica, inclusi Al Fursan Park, che può accogliere 2.500 persone, e il Jubilee Park che invece può ospitare fino a 15.000 persone. A colpire l’attenzione del pubblico non saranno solo gli edifici, o la suggestiva cupola della Al Wasl Plaza, ma anche parchi e fontane, gestiti grazie alla collaborazione con la Dubai Municipality. In un vivaio di 220.000 metri quadrati albergheranno 12.157 alberi, incluse le palme, 256.000 tra cespugli e arbusti, e migliaia di fiori, principalmente piante autoctone che si adattano al terreno impervio e al clima torrido. Il vivaio avrà luci alimentate ad energia solare e come fertilizzanti saranno adoperati solo scarti organici e nessun concime chimico. Per l’irrigazione saranno usate acque riciclate, salvo che per alcuni semi nella fase iniziale del loro sviluppo. Il piano del verde prevede l’impiego di 863.117 piante, per un valore di 22,5 milioni di AED in un’area di 3,57 chilometri quadrati e un progetto dal costo complessivo di 277 milioni di AED.